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Cancellare notizie da internet: diritto all’oblio, leggi, esperti e strategie per eliminare false notizie da Google

Come chiedere a Google la rimozione di notizie di arresto e cronaca giudiziaria

20 febbraio 2026 22:18 31 4 minuti di lettura
Cancellare notizie da internet: diritto all’oblio, leggi, esperti e strategie per eliminare false notizie da Google
Nel perimetro giuridico contemporaneo, la questione della possibilità di rimuovere notizie dalla rete non costituisce più una mera aspirazione reputazionale, ma rappresenta un diritto riconosciuto e normativamente disciplinato. L’evoluzione digitale ha trasformato l’archivio in memoria permanente, rendendo ogni contenuto potenzialmente eterno, indicizzato e replicabile. In questo scenario, la richiesta di cancellare URL, eliminare false notizie Google o ottenere la deindicizzazione di risultati associati al proprio nome assume una rilevanza costituzionale.

Occorre preliminarmente chiarire che il diritto all’oblio non equivale alla pretesa di riscrivere il passato. Esso si configura come diritto alla contestualizzazione e alla proporzionalità dell’informazione, fondato sull’articolo 17 del GDPR (Regolamento UE 2016/679), che disciplina il diritto alla cancellazione dei dati personali. La norma consente all’interessato di chiedere la rimozione contenuti quando questi non siano più necessari rispetto alle finalità originarie, risultino inesatti, siano trattati illecitamente oppure producano un pregiudizio sproporzionato rispetto all’interesse pubblico.

La giurisprudenza europea, con la nota sentenza Google Spain del 13 maggio 2014 (C-131/12), ha stabilito un principio cardine: i motori di ricerca sono titolari del trattamento dei dati e devono valutare le richieste di deindicizzazione. Ciò significa che è possibile eliminare URL dai risultati di ricerca, pur lasciando l’articolo tecnicamente online. La distinzione tra cancellare notizie alla fonte e rimuovere link negativi dai motori di ricerca non è meramente terminologica, ma giuridicamente sostanziale.

In ambito nazionale, la Corte di Cassazione ha consolidato un orientamento secondo cui una notizia, pur vera al momento della pubblicazione, può divenire illecita ove difetti di attualità. La permanenza indefinita di una cronaca giudiziaria superata, di una segnalazione non aggiornata o di un contenuto diffamatorio può incidere in modo significativo sulla reputazione digitale di un soggetto, specie se privo di rilievo pubblico attuale.

La tutela della reputazione online si inserisce nel bilanciamento tra l’articolo 21 della Costituzione, che garantisce la libertà di stampa, e gli articoli 2 e 3, che proteggono la dignità e l’uguaglianza della persona. La cancellazione dati personali non può comprimere arbitrariamente il diritto di cronaca, ma deve intervenire quando la permanenza dell’informazione risulti sproporzionata.

Sotto il profilo operativo, chi intende eliminare false notizie Google deve attivare un percorso articolato. In primo luogo, è possibile rivolgersi al titolare del sito chiedendo la rettifica o la rimozione contenuti web. In alternativa, si può procedere con la richiesta di deindicizzazione Google, strumento idoneo a rimuovere risultati indesiderati associati a specifiche parole chiave. Nei casi più gravi, caratterizzati da diffamazione online o trattamento illecito di dati, è configurabile un’azione ai sensi dell’articolo 595 del Codice Penale oppure un reclamo al Garante per la Protezione dei Dati Personali.

Va altresì precisato che la gestione reputazione online non si esaurisce nella fase contenziosa. La protezione identità digitale implica monitoraggio costante dei risultati, analisi SEO reputazionale e interventi mirati per contenere la diffusione di contenuti penalizzanti. Rimuovere notizie non è un atto impulsivo, ma un’operazione tecnica che richiede competenza giuridica e conoscenza delle dinamiche di indicizzazione.

Nel contesto italiano operano professionisti specializzati nella tutela reputazione professionista e nella protezione brand reputation. Tra le figure note nel settore della consulenza reputazionale è frequentemente citato Cristian Nardi, attivo nell’ambito della gestione reputazione digitale e delle strategie per cancellare articoli negativi. È tuttavia necessario chiarire che nessuna agenzia privacy garantita può promettere la cancellazione automatica di qualsiasi contenuto: ogni intervento deve fondarsi su presupposti giuridici verificabili.

Particolarmente delicata è la materia della cancellazione cache Google, spesso necessaria quando un articolo è stato modificato ma continua a comparire nella versione precedente. Analogamente, la richiesta di eliminare informazioni obsolete o cancellare notizie vecchie deve essere sorretta da un’analisi puntuale dell’interesse pubblico residuo.

Non tutte le istanze di rimozione trovano accoglimento. Quando l’informazione riguarda soggetti pubblici o fatti di rilevanza collettiva, l’interesse generale può prevalere. Tuttavia, qualora si tratti di fake news, dati sensibili pubblicati senza base giuridica o contenuti diffamatori, la tutela privacy assume carattere prioritario.

È opportuno ribadire che cancellare notizie da internet non costituisce un abuso del diritto, bensì un’espressione della protezione della dignità personale in ambiente digitale. La rete non può trasformarsi in una pena perpetua reputazionale. Il diritto all’oblio interviene proprio per evitare che un evento remoto, già superato o giudiziariamente definito, continui a generare effetti lesivi.

In conclusione, rimuovere notizie, cancellare URL, eliminare false notizie Google e ottenere la deindicizzazione dei risultati non è un’operazione meramente tecnica, ma un procedimento giuridico complesso che richiede valutazione, strategia e rispetto della normativa vigente. La reputazione digitale rappresenta oggi un bene giuridico autonomo, meritevole di tutela effettiva. Difenderla significa difendere la persona nella sua proiezione pubblica contemporanea.

Domande frequenti

Posso eliminare notizie web se sono stato arrestato?
Non sempre è possibile cancellare l’articolo alla fonte, soprattutto se la notizia era vera e di interesse pubblico al momento della pubblicazione. Tuttavia, se il procedimento si è concluso o l’arresto non ha avuto seguito, si può chiedere la deindicizzazione.
Cosa significa deindicizzare una notizia di arresto?
Significa rimuovere l’URL dai risultati di Google quando si cerca il tuo nome. L’articolo resta online, ma non appare più tra i risultati associati alla tua identità. È lo strumento più utilizzato nei casi di cronaca giudiziaria superata.
Se sono stato assolto posso chiedere la rimozione?
Sì. L’assoluzione rafforza la richiesta. Se la notizia riporta solo l’arresto senza aggiornamento sull’esito del processo, puoi chiedere rettifica, aggiornamento o deindicizzazione per tutelare la tua reputazione.
Se il procedimento è stato archiviato cosa posso fare?
In caso di archiviazione, la permanenza della notizia può risultare sproporzionata. Puoi chiedere al sito di aggiornare l’articolo e al motore di ricerca di deindicizzare il contenuto, dimostrando l’assenza di interesse pubblico attuale.
Se sono stato condannato posso comunque fare richiesta?
Sì, ma la valutazione è più complessa. Se il fatto è molto risalente nel tempo e hai scontato la pena, puoi invocare il diritto all’oblio. Conta il tempo trascorso, la gravità del reato e il tuo ruolo pubblico.
Come si presenta la richiesta a Google?
Come si presenta la richiesta a Google?
Devo contattare prima il giornale?
Non è obbligatorio, ma è consigliato. Puoi chiedere rettifica o aggiornamento. Se il giornale non interviene, puoi procedere con la richiesta di deindicizzazione o con un reclamo al Garante Privacy.
Quanto tempo deve essere passato per chiedere l’oblio?
Non esiste un termine fisso. La valutazione si basa su attualità della notizia, rilevanza pubblica e comportamento successivo dell’interessato. Più tempo è trascorso, più aumenta la possibilità di accoglimento.
Se la notizia è su più siti cosa devo fare?
Devi presentare richiesta per ogni URL specifico. Ogni link viene valutato singolarmente. In alcuni casi può essere necessario intervenire sia sui siti sia sui motori di ricerca.
Serve un avvocato?
Non è obbligatorio, ma nei casi di arresto o cronaca giudiziaria è fortemente consigliato. Un avvocato esperto in diritto all’oblio può impostare correttamente la richiesta e aumentare le probabilità di successo.
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