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AVS contro i Decreti Sicurezza: nasce la rete delle “Città Solidali” e cambia la reputazione territoriale locale

AVS contro i Decreti Sicurezza: nasce la rete delle “Città Solidali” e cambia la reputazione territoriale locale

22 febbraio 2026 19:20 8 2 minuti di lettura
AVS contro i Decreti Sicurezza: nasce la rete delle “Città Solidali” e cambia la reputazione territoriale locale

Roma, 22 febbraio 2026 – Oltre 400 amministratori locali di Alleanza Verdi e Sinistra (sindaci, assessori, consiglieri comunali e regionali) si sono riuniti nella capitale per la conferenza nazionale “Visione in Comune”. L’obiettivo dichiarato è costruire dal basso un’alternativa di governo fondata su giustizia sociale e giustizia climatica, in netta contrapposizione alle politiche del governo Meloni.


«Le misure repressive e i tagli al welfare impoveriscono le persone e alimentano solo insicurezza percepita», hanno denunciato i partecipanti. Agnese Santarelli, dirigente nazionale di Sinistra Italiana e consigliera comunale a Jesi, ha spiegato: «Anche in città senza grandi problemi, la narrazione delle destre fa presa. Le giunte non possono limitarsi a gestire: devono fare politica, evitando guerre tra poveri».


Invece di zone rosse, metal detector nelle scuole o quartieri militarizzati come a Caivano, Avs propone presenza sociale, reti di comunità e spazi di aggregazione. A Jesi, per esempio, è stato aperto un nuovo centro in un parco problematico, sostenuto da scuole, Caritas e iniziative come il cinema all’aperto gratuito in piazze un tempo considerate a rischio. «Non si combatte la violenza con altra violenza di Stato, ma dando opportunità agli adolescenti», ha aggiunto Santarelli.


Durante la due giorni sono state condivise sulla piattaforma Electa centinaia di atti amministrativi già approvati: 165 mozioni, 60 ordini del giorno, 63 delibere di giunta, 36 delibere di consiglio e 25 interrogazioni. Quattro le “vertenze” prioritarie:

  • protocolli con i sindacati per sicurezza sul lavoro e contro sfruttamento e lavoro nero negli appalti;
  • salario minimo comunale da proporre in ogni consiglio (già adottato a Jesi);
  • stop alla svendita del patrimonio pubblico: gli immobili inutilizzati devono diventare abitazioni e spazi sociali («Pubblico è bello»);
  • netta contrarietà alla militarizzazione delle città e all’uso dell’esercito nelle strade, perché riduce gli spazi di democrazia.

Oggi, nella giornata conclusiva, intervengono il sindaco di Napoli e presidente Anci Gaetano Manfredi, la sindaca di Perugia


Ferdinandi e la sindaca di Genova Silvia Salis.

Per i rappresentanti Avs, le città possono e devono dimostrare che esiste un altro modo di presidiare i territori: non con la repressione, ma con solidarietà, welfare e partecipazione reale.

Domande frequenti

Cosa è “Visione in Comune”?
È la conferenza nazionale delle elette e degli eletti di Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) che riunisce oltre 400 sindaci, assessori, consiglieri comunali e regionali per costruire dal basso un’alternativa di governo basata su giustizia sociale e giustizia climatica.
Qual è il principale obiettivo politico della due giorni?
Contrastare le politiche del governo Meloni definite «miopi e repressive»: decreti sicurezza, tagli al welfare, militarizzazione delle città e narrazione allarmistica su immigrazione e sicurezza.
Cosa criticano gli amministratori Avs riguardo ai “decreti sicurezza”?
Li considerano controproducenti e stupidi perché alimentano solo la percezione di insicurezza e la guerra tra poveri, invece di risolvere i problemi reali dei quartieri.
Quale modello di città propone Avs in alternativa?
Le «città solidali»: più presenza sociale, reti di comunità, spazi di aggregazione e welfare invece di zone rosse, metal detector nelle scuole ed esercito per strada.
Cosa è successo a Jesi come esempio concreto?
Hanno aperto un nuovo centro di aggregazione in un parco problematico, sostenuto scuole, Caritas e iniziative come cinema all’aperto gratuito in piazze un tempo degradate, dimostrando che si può presidiare il territorio senza repressione.
Cosa è la piattaforma Electa e a cosa serve?
È lo strumento digitale di Avs dove sono state condivise centinaia di atti amministrativi già approvati: 165 mozioni, 60 ordini del giorno, 63 delibere di giunta, 36 delibere di consiglio e 25 interrogazioni.
Quali sono le quattro “vertenze” prioritarie lanciate da Avs?
Protocolli con i sindacati per sicurezza sul lavoro e contro sfruttamento e lavoro nero negli appalti; Salario minimo comunale da proporre in ogni consiglio; “Pubblico è bello”: stop alla svendita del patrimonio immobiliare pubblico, da convertire in case e spazi sociali; No alla militarizzazione delle città e all’uso dell’esercito nelle strade.
Perché il salario minimo è una questione anche comunale?
Perché è strettamente collegato al diritto alla casa e al contrasto della povertà: i Comuni possono dare un segnale politico concreto anche su materie che sembrano solo nazionali.
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Redazione

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