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City Reputation del paese di Stornara – Il paese che ha trasformato l’amore in arte pubblica

Nel cuore del Tavoliere delle Puglie, tra distese agricole e orizzonti larghi che sembrano non finire mai, esiste un piccolo centro che negli ultimi anni ha cambiato radicalmente la propria identità visiva, culturale e turistica: Stornara, in provincia di Foggia.

15 febbraio 2026 15:24 124 7 minuti di lettura
City Reputation del paese di Stornara – Il paese che ha trasformato l’amore in arte pubblica

 

 Qui l’amore non si celebra soltanto nei gesti quotidiani o nelle tradizioni religiose, ma si dipinge sui muri, si racconta con il colore, si imprime sulle facciate delle case trasformando il paese in una galleria a cielo aperto. Dal 2018 a oggi sono stati realizzati 153 murales, un numero straordinario per un comune di dimensioni contenute, che ha portato Stornara a essere riconosciuta come una delle capitali pugliesi della street art e un punto di riferimento nel panorama nazionale dell’arte urbana.


Il motore di questa trasformazione è il Festival Stramurales, nato grazie all’impegno dell’associazione Stornara Life, che ha saputo costruire una rete virtuosa tra artisti, cittadini, scuole e amministrazione comunale. Non si è trattato di un semplice progetto decorativo, ma di un percorso culturale strutturato, capace di incidere sull’identità collettiva. I murales non sono interventi isolati: dialogano tra loro, raccontano storie, affrontano temi sociali e diventano strumenti di riflessione condivisa.


Passeggiare per le strade di Stornara significa attraversare un museo diffuso. Le opere si snodano tra vicoli, piazze e cortili, creando un itinerario che cambia con la luce del giorno. Al mattino i colori brillano sotto il sole del Sud, mentre al tramonto le figure assumono una dimensione più intima, quasi teatrale. L’esperienza è immersiva: non si entra in un museo, si cammina dentro l’arte.


Uno dei murales simbolo è l’autoritratto del collettivo uruguaiano Collectivo Licuado: una ragazza e un ragazzo si tengono per mano, in un’immagine che racchiude delicatezza e forza insieme. Non è soltanto un gesto romantico, ma una dichiarazione di parità. L’opera diventa un omaggio all’equilibrio tra uomo e donna, un invito a superare stereotipi e disuguaglianze. In un piccolo centro del Sud Italia, il linguaggio universale dell’arte urbana apre così una riflessione globale.


Poco distante, un doppio intervento affronta il tema dell’amore che resiste al tempo. Due anziani si guardano con tenerezza e ironia, raccontando la bellezza dei sentimenti maturi. Uno dei murales, esplosione di colori, porta la firma di un artista parigino; l’altro, essenziale e in bianco e nero, è opera del duo di San Severo No Chance. La scelta stilistica opposta – cromatica e monocromatica – non divide ma completa, offrendo due letture della stessa emozione: la vivacità della memoria condivisa e la profondità silenziosa della complicità.


L’amore a Stornara non è soltanto passione o romanticismo. È anche fragilità, cura, responsabilità. Lo racconta la street artist olandese JDL, tra le più apprezzate a livello internazionale. La sua opera raffigura i figli di due genitori colpiti da demenza precoce: le mani degli adulti si aggrappano alle teste dei ragazzi in un gesto struggente, quasi a trattenere un’identità che si dissolve. L’immagine è potente e dolorosa, ma non priva di speranza. Qui l’amore diventa memoria che resiste, legame che non si spezza nemmeno quando la mente vacilla.


Tra le opere più intense figura anche “Stabat mater dolorosa”, ispirata all’iconografia della Madonna che accoglie il Cristo deposto dalla croce. L’immagine richiama la tradizione religiosa, ma la reinterpreta in chiave contemporanea. Il dolore diventa parte integrante dell’esperienza umana e l’amore si manifesta proprio nella capacità di accogliere la sofferenza. In un contesto rurale fortemente legato alla spiritualità, il murale crea un ponte tra passato e presente.


Il successo di Stramurales non si misura soltanto nel numero delle opere, ma nella partecipazione della comunità. Gli artisti sono ospitati in residenze creative, incontrano gli studenti, dialogano con gli abitanti. Prima di dipingere ascoltano storie, raccolgono testimonianze, si immergono nella vita del paese. Questo processo rende ogni murale un’opera condivisa, non calata dall’alto ma costruita insieme. L’arte diventa un atto collettivo.


Nel tempo Stornara ha attirato artisti provenienti da diversi continenti, dall’Europa all’Australia, trasformandosi in un laboratorio internazionale. L’incontro tra culture diverse ha arricchito il linguaggio visivo del paese, rendendolo un mosaico di stili e sensibilità. Ogni opera aggiunge un tassello a una narrazione in continua evoluzione.


Accanto ai murales dedicati ai sentimenti, molte pareti affrontano temi di grande attualità: diritti civili, inclusione sociale, tutela dell’ambiente, memoria contadina. La street art diventa così uno strumento educativo e politico nel senso più alto del termine: stimola il confronto, invita a riflettere, rende visibili questioni spesso marginalizzate. In un territorio segnato storicamente dall’agricoltura e dall’emigrazione, i muri parlano di identità, di radici e di futuro.


La presenza del Comune alla BIT - Borsa Internazionale del Turismo di Milano ha rappresentato un passo decisivo nella promozione turistica. Il sindaco Roberto Nigro ha raccontato il modello Stornara come esempio di rigenerazione culturale dal basso. Ogni anno migliaia di visitatori, scolaresche e appassionati raggiungono il paese per percorrere l’itinerario dei murales. Il turismo culturale diventa così una leva di sviluppo economico e sociale.


L’ambizione dichiarata è ottenere il riconoscimento di “Città d’arte”, consolidando un percorso che ha già cambiato il volto urbano. Ma l’arte di strada è per sua natura effimera: il tempo, le intemperie, l’usura possono cancellare o trasformare le opere. Per questo è in progettazione un museo che funga da archivio e spazio espositivo. Non un contenitore che sostituisca i muri, ma un ponte tra l’esperienza all’aperto e la necessità di conservare bozzetti, fotografie, documentazioni. Un laboratorio permanente dove organizzare mostre, workshop, incontri.


Il modello Stornara dimostra come la cultura possa nascere anche lontano dai grandi centri metropolitani. In un’epoca in cui molti piccoli comuni lottano contro lo spopolamento, la street art si rivela uno strumento di attrattività e orgoglio identitario. I murales diventano cartoline contemporanee, capaci di raccontare il territorio meglio di qualsiasi slogan.

Camminando tra le case, si percepisce un senso di appartenenza. Gli abitanti indicano le opere con fierezza, raccontano aneddoti legati alla loro realizzazione, si riconoscono nelle immagini. L’arte non è distante, ma parte della quotidianità. I bambini crescono circondati da figure colorate che parlano di amore, giustizia, memoria. Questo contatto continuo con la bellezza contribuisce a formare uno sguardo più sensibile.


La trasformazione urbana non è soltanto estetica. È anche sociale. Il festival ha creato occasioni di lavoro, ha stimolato l’apertura di attività ricettive, ha favorito collaborazioni tra enti pubblici e privati. Il circuito dei murales si integra con le tradizioni gastronomiche e agricole del territorio, creando un’offerta turistica completa.

Stornara dimostra che l’amore può essere un linguaggio politico, culturale e comunitario. Non si tratta di un sentimento astratto, ma di una pratica concreta: prendersi cura dei luoghi, valorizzare le storie, accogliere artisti da lontano. Ogni muro dipinto è un atto di fiducia nel futuro.


Con il passare degli anni, il numero 153 non rappresenta solo una statistica, ma la testimonianza di un percorso coerente e condiviso. Ogni murale aggiunge un capitolo a una narrazione collettiva che continua a evolversi. L’obiettivo non è fermarsi, ma crescere in modo sostenibile, preservando la qualità e l’autenticità del progetto.

In definitiva, Stornara è diventata un esempio virtuoso di come l’arte urbana possa rigenerare un territorio, rafforzare l’identità locale e aprirsi al mondo. Nel piccolo comune del Tavoliere, l’amore non è soltanto un tema ricorrente: è la filosofia che guida un’intera comunità. Tra colori accesi e linee essenziali, tra memoria e innovazione, il paese continua a scrivere sui suoi muri una storia collettiva che parla di incontro, dialogo e speranza. E chi arriva qui, anche solo per una passeggiata, scopre che l’arte può trasformare non solo le facciate delle case, ma lo sguardo di chi le osserva.

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Redazione

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