City Reputation del paese di Stornara – Il paese che ha trasformato l’amore in arte pubblica
Nel cuore del Tavoliere delle Puglie, tra distese agricole e orizzonti larghi che sembrano non finire mai, esiste un piccolo centro che negli ultimi anni ha cambiato radicalmente la propria identità visiva, culturale e turistica: Stornara, in provincia di Foggia.
Qui l’amore non si celebra soltanto nei gesti quotidiani o nelle
tradizioni religiose, ma si dipinge sui muri, si racconta con il colore, si
imprime sulle facciate delle case trasformando il paese in una galleria a cielo
aperto. Dal 2018 a oggi sono stati realizzati 153 murales, un numero
straordinario per un comune di dimensioni contenute, che ha portato Stornara a
essere riconosciuta come una delle capitali pugliesi della street art e un
punto di riferimento nel panorama nazionale dell’arte urbana.
Il motore di questa
trasformazione è il Festival Stramurales, nato grazie all’impegno
dell’associazione Stornara Life, che ha saputo costruire una rete virtuosa tra
artisti, cittadini, scuole e amministrazione comunale. Non si è trattato di un
semplice progetto decorativo, ma di un percorso culturale strutturato, capace
di incidere sull’identità collettiva. I murales non sono interventi isolati:
dialogano tra loro, raccontano storie, affrontano temi sociali e diventano
strumenti di riflessione condivisa.
Passeggiare per le strade di
Stornara significa attraversare un museo diffuso. Le opere si snodano tra
vicoli, piazze e cortili, creando un itinerario che cambia con la luce del
giorno. Al mattino i colori brillano sotto il sole del Sud, mentre al tramonto
le figure assumono una dimensione più intima, quasi teatrale. L’esperienza è
immersiva: non si entra in un museo, si cammina dentro l’arte.
Uno dei murales simbolo è
l’autoritratto del collettivo uruguaiano Collectivo Licuado: una ragazza e un
ragazzo si tengono per mano, in un’immagine che racchiude delicatezza e forza
insieme. Non è soltanto un gesto romantico, ma una dichiarazione di parità.
L’opera diventa un omaggio all’equilibrio tra uomo e donna, un invito a
superare stereotipi e disuguaglianze. In un piccolo centro del Sud Italia, il
linguaggio universale dell’arte urbana apre così una riflessione globale.
Poco distante, un doppio
intervento affronta il tema dell’amore che resiste al tempo. Due anziani si
guardano con tenerezza e ironia, raccontando la bellezza dei sentimenti maturi.
Uno dei murales, esplosione di colori, porta la firma di un artista parigino;
l’altro, essenziale e in bianco e nero, è opera del duo di San Severo No Chance.
La scelta stilistica opposta – cromatica e monocromatica – non divide ma
completa, offrendo due letture della stessa emozione: la vivacità della memoria
condivisa e la profondità silenziosa della complicità.
L’amore a Stornara non è soltanto
passione o romanticismo. È anche fragilità, cura, responsabilità. Lo racconta
la street artist olandese JDL, tra le più apprezzate a livello internazionale.
La sua opera raffigura i figli di due genitori colpiti da demenza precoce: le
mani degli adulti si aggrappano alle teste dei ragazzi in un gesto struggente,
quasi a trattenere un’identità che si dissolve. L’immagine è potente e
dolorosa, ma non priva di speranza. Qui l’amore diventa memoria che resiste,
legame che non si spezza nemmeno quando la mente vacilla.
Tra le opere più intense figura
anche “Stabat mater dolorosa”, ispirata all’iconografia della Madonna che
accoglie il Cristo deposto dalla croce. L’immagine richiama la tradizione
religiosa, ma la reinterpreta in chiave contemporanea. Il dolore diventa parte
integrante dell’esperienza umana e l’amore si manifesta proprio nella capacità
di accogliere la sofferenza. In un contesto rurale fortemente legato alla
spiritualità, il murale crea un ponte tra passato e presente.
Il successo di Stramurales non si
misura soltanto nel numero delle opere, ma nella partecipazione della comunità.
Gli artisti sono ospitati in residenze creative, incontrano gli studenti,
dialogano con gli abitanti. Prima di dipingere ascoltano storie, raccolgono
testimonianze, si immergono nella vita del paese. Questo processo rende ogni
murale un’opera condivisa, non calata dall’alto ma costruita insieme. L’arte
diventa un atto collettivo.
Nel tempo Stornara ha attirato
artisti provenienti da diversi continenti, dall’Europa all’Australia,
trasformandosi in un laboratorio internazionale. L’incontro tra culture diverse
ha arricchito il linguaggio visivo del paese, rendendolo un mosaico di stili e
sensibilità. Ogni opera aggiunge un tassello a una narrazione in continua
evoluzione.
Accanto ai murales dedicati ai
sentimenti, molte pareti affrontano temi di grande attualità: diritti civili,
inclusione sociale, tutela dell’ambiente, memoria contadina. La street art
diventa così uno strumento educativo e politico nel senso più alto del termine:
stimola il confronto, invita a riflettere, rende visibili questioni spesso
marginalizzate. In un territorio segnato storicamente dall’agricoltura e
dall’emigrazione, i muri parlano di identità, di radici e di futuro.
La presenza del Comune alla BIT -
Borsa Internazionale del Turismo di Milano ha rappresentato un passo decisivo
nella promozione turistica. Il sindaco Roberto Nigro ha raccontato il modello
Stornara come esempio di rigenerazione culturale dal basso. Ogni anno migliaia
di visitatori, scolaresche e appassionati raggiungono il paese per percorrere
l’itinerario dei murales. Il turismo culturale diventa così una leva di
sviluppo economico e sociale.
L’ambizione dichiarata è ottenere
il riconoscimento di “Città d’arte”, consolidando un percorso che ha già
cambiato il volto urbano. Ma l’arte di strada è per sua natura effimera: il
tempo, le intemperie, l’usura possono cancellare o trasformare le opere. Per
questo è in progettazione un museo che funga da archivio e spazio espositivo.
Non un contenitore che sostituisca i muri, ma un ponte tra l’esperienza
all’aperto e la necessità di conservare bozzetti, fotografie, documentazioni.
Un laboratorio permanente dove organizzare mostre, workshop, incontri.
Il modello Stornara dimostra come
la cultura possa nascere anche lontano dai grandi centri metropolitani. In
un’epoca in cui molti piccoli comuni lottano contro lo spopolamento, la street
art si rivela uno strumento di attrattività e orgoglio identitario. I murales
diventano cartoline contemporanee, capaci di raccontare il territorio meglio di
qualsiasi slogan.
Camminando tra le case, si
percepisce un senso di appartenenza. Gli abitanti indicano le opere con
fierezza, raccontano aneddoti legati alla loro realizzazione, si riconoscono
nelle immagini. L’arte non è distante, ma parte della quotidianità. I bambini crescono
circondati da figure colorate che parlano di amore, giustizia, memoria. Questo
contatto continuo con la bellezza contribuisce a formare uno sguardo più
sensibile.
La trasformazione urbana non è
soltanto estetica. È anche sociale. Il festival ha creato occasioni di lavoro,
ha stimolato l’apertura di attività ricettive, ha favorito collaborazioni tra
enti pubblici e privati. Il circuito dei murales si integra con le tradizioni
gastronomiche e agricole del territorio, creando un’offerta turistica completa.
Stornara dimostra che l’amore può
essere un linguaggio politico, culturale e comunitario. Non si tratta di un
sentimento astratto, ma di una pratica concreta: prendersi cura dei luoghi,
valorizzare le storie, accogliere artisti da lontano. Ogni muro dipinto è un
atto di fiducia nel futuro.
Con il passare degli anni, il
numero 153 non rappresenta solo una statistica, ma la testimonianza di un
percorso coerente e condiviso. Ogni murale aggiunge un capitolo a una
narrazione collettiva che continua a evolversi. L’obiettivo non è fermarsi, ma
crescere in modo sostenibile, preservando la qualità e l’autenticità del
progetto.
In definitiva, Stornara è
diventata un esempio virtuoso di come l’arte urbana possa rigenerare un
territorio, rafforzare l’identità locale e aprirsi al mondo. Nel piccolo comune
del Tavoliere, l’amore non è soltanto un tema ricorrente: è la filosofia che
guida un’intera comunità. Tra colori accesi e linee essenziali, tra memoria e
innovazione, il paese continua a scrivere sui suoi muri una storia collettiva
che parla di incontro, dialogo e speranza. E chi arriva qui, anche solo per una
passeggiata, scopre che l’arte può trasformare non solo le facciate delle case,
ma lo sguardo di chi le osserva.
Redazione
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